Acqua
Il valore dell’acqua
Non conosciamo mai il valore dell’acqua finché il pozzo non si prosciuga
(Thomas Fuller)
Senza acqua non c’è vita: tutti gli esseri viventi sulla terra ne hanno bisogno. Il fatto che basti aprire un rubinetto per avere acqua subito disponibile ci trae in inganno: l’acqua non va mai sprecata perché non è infinita, può esaurirsi!
La frase “Non conosciamo mai il valore dell’acqua finché il pozzo non si prosciuga” è un proverbio che sottolinea come spesso sottovalutiamo ciò che abbiamo finché non ce ne priviamo. Si riferisce alla preziosità dell’acqua, un bene essenziale per la vita, e come la sua mancanza ci fa apprezzare la sua importanza.
In sostanza, la frase implica che:
La nostra gratitudine per un bene dipende dalla sua disponibilità:
Quando qualcosa è abbondante e facilmente accessibile, tendiamo a non apprezzarla pienamente. Solo quando si verifica un deficit o una mancanza, capiamo la sua vera importanza.
L’acqua è un bene prezioso:
L’acqua è essenziale per la vita umana e per la sopravvivenza di molte altre forme di vita. La sua scarsità, o la sua inaccessibilità, ci fa comprendere quanto sia fondamentale per la nostra esistenza.
La sua importanza è spesso sottovalutata:
L’acqua è spesso considerata un bene scontato, a volte anche spreco. Solo quando si verifica un problema, come la mancanza di acqua, siamo costretti a riflettere sulla sua importanza e a prendercene cura.
L’immagine del pozzo che si prosciuga è metaforica: rappresenta la privazione dell’acqua e, più in generale, la perdita di qualcosa che consideravamo ovvio.
Senza di essa la vita sul nostro pianeta non sarebbe possibile: ecco 10 interessantissime curiosità sull’acqua!
Com’è fatta l’acqua? Quanto è presente sul nostro pianeta? E perché è così importante? Scopriamolo con 10 fatti di cui (forse) non eravate a conoscenza!
1 – Due atomi d’idrogeno, uno d’ossigeno (H₂O): è la formula molecolare dell’acqua, un liquido inodore e insapore che ricopre il 71% della superficie del pianeta. Anche noi siamo fatti d’acqua: è presente per circa il 60% nel corpo degli adulti e per oltre il 75% in quello dei bambini.
2 – Mai sentito parlare di acqua pesante? È simile alla normale H₂O, ma al posto dell’idrogeno ha un suo isotopo, il deuterio. Fu per la sua scarsa disponibilità̀ che la Germania nazista non riuscì̀ (fortunatamente) a realizzare un’arma atomica: infatti, si usa per controllare la reazione nelle centrali nucleari.
3 – Sulla Terra ci sono 1.338 milioni di km³ d’acqua (dati Usgs): se volete sapere quanti litri sono, basta moltiplicare quel numero per mille miliardi. Solo il 3%, però, è costituito da acqua dolce, ghiacci polari compresi. Quella utilizzabile come acqua potabile è meno dell’1%.
4 – Ma tutta quest’acqua, da dove viene? Secondo una teoria, l’hanno portata comete ghiacciate miliardi di anni fa: sulla Terra, poi, l’acqua ha colmato le cavità e generato gli oceani. La recente missione spaziale Rosetta, però, ha messo in crisi questa ipotesi. Bisognerà̀ ricominciare a cercare.
5 – E noi, quanta acqua usiamo? Secondo gli ultimi dati Istat (relativi al 2018), la rete idrica italiana eroga ogni giorno 428 litri di acqua potabile per abitante. A livello nazionale fanno 9,5 miliardi di m³ (quasi 5 mila miliardi di litri) all’anno.
6 – Anche le nostre scelte alimentari incidono sui consumi d’acqua. Per esempio, per produrre 1 kg di verdura ne servono 320 litri, ma la stessa quantità̀ di cereali ne richiede 1.644. Un chilo di pollo “assorbe” 4.325 litri del prezioso liquido, uno di manzo ben 15.415!
7 – Secondo l’Unesco, la richiesta globale d’acqua aumenta due volte più̀ velocemente della crescita della popolazione: resteremo senza? No, dato che quello dell’acqua è un ciclo chiuso, ma potrebbe diminuire quella da bere: le persone senza un accesso sicuro all’acqua potabile oggi sono 2 miliardi.
8 – Acqua Marcia è il nome di uno degli acquedotti che rifornivano l’antica Roma, costruito nel 144 a.C. Non si chiama così per la qualità̀ dell’acqua trasportata, che veniva dalle sorgenti del fiume Aniene, ma dal nome del magistrato romano che lo fece edificare: Quinto Marcio Re.
9 – L’acqua gela e si solidifica a 0 °C, lo sanno tutti. Ma solo se i cristalli di ghiaccio trovano impurità̀ solide, come i sali minerali, intorno a cui disporsi. In loro assenza la soglia di congelamento può̀ scendere di molto: in laboratorio, dell’acqua è stata mantenuta allo stato liquido fino a -42,55 °C.
10 – Ogni anno, in coincidenza con il capodanno buddista, in Thailandia si svolge il Festival dell’acqua. Dal 13 al 15 aprile la gente si riversa per le strade tirandosi gavettoni senza troppo riguardo. Per innaffiare il prossimo si usa di tutto: secchi, pompe, pistole ad acqua e perfino… elefanti!
Come fa l’acqua a cadere dal cielo? Come si formano i fiumi? Che cos’è un ciclo idrologico?
Il ciclo dell’acqua, o ciclo idrologico, descrive il flusso di cambiamenti di stato dell’acqua che avviene in natura ed è uno dei fenomeni più importanti per la presenza della vita, sia animale che vegetale, sul nostro pianeta.
Un vero cerchio di vita
Le molecole dell’acqua si muovono continuamente tra i veri stati all’interno dell’idrosfera (ossia l’insieme di tutte le acque presenti sulla Terra), quindi non esiste un vero punto di partenza per il ciclo idrologico; per facilitarne lo studio tuttavia, di solito si parte dal mare.
Dal mare all’aria
L’interruttore che innesca tutto è il Sole, il quale riscalda l’acqua del mare facendone evaporare una parte nell’aria (primo cambiamento di stato: evaporazione). Naturalmente l’evaporazione avviene anche per tutte le acque dolci (laghi e fiumi) e per l’acqua traspirata da piante ed esseri viventi.
Le correnti d’aria sollevano quindi il vapore in alto, nell’atmosfera, dove la temperatura è più bassa ed il vapore si condensa in piccolissime goccioline (secondo cambiamento di stato: condensazione) che poi formano le nuvole. L’acqua così ricade sulla terra.
Le nuvole poi vengono spinte dal vento, scontrandosi le une con le altre e accrescendo la loro massa. Quando i nuvoloni diventano troppo grossi, le goccioline cadono dal cielo sotto forma di pioggia. Se nella zona della precipitazione (cioè la caduta dell’acqua sotto qualsiasi forma; pioggia, grandine, neve ecc…) la temperatura si aggira intorno agli 0°C, l’acqua cade come neve e ad alta quota (sulle montagne) può accumularsi nei ghiacciai (terzo cambiamento di stato: solidificazione).
Questi ghiacciai, quando arriva la primavera, si sciolgono (quarto cambiamento di stato. liquefazione) e l’acqua tornata allo stato liquido fluisce per ruscellamento, o scorrimento, creando i fiumi.
I fiumi incanalano il flusso scorrendo dalle montagne giù fino a valle per poi sfociare nel mare (o in un lago o in altro fiume che poi, comunque finirà in mare).
Non tutto il ruscellamento però scorre in superficie. Parte dell’acqua si infiltra in profondità nel suolo e rifornisce gli acquiferi (rocce saturate con acqua mobile che affiora in sorgenti o estraibile con pozzi o gallerie) che immagazzinano enormi quantità di acqua dolce sotterranea per lunghi periodi di tempo. Tale fenomeno si chiama infiltrazione. Primo o poi però anche quest’acqua “sotterranea” torna in superficie.
il ciclo ideale si chiude quando l’acqua torna al mare e ricomincia il giro.

È utile sapere che l’acqua piovana è possibile non sprecarla e che attraverso impianti professionali di recupero, la si può raccogliere in serbatoi interrati per poi essere riutilizzata per vari usi come irrigazione, lavaggio auto, scarico cassette wc, e novità, raffreddamento con pulizia dei pannelli fotovoltaici.
